Riceviamo e pubblichiamo:
Quanto accaduto nel Comune di Silvi, se confermato nella ricostruzione emersa, è di una gravità che non ammette attenuanti. Un’aggressione fisica ai danni di una donna, per giunta vicesindaca, avvenuta dentro un luogo delle istituzioni e per mano di un amministratore: le mani al collo non sono uno scontro politico, sono violenza.
A Luciana Di Marco va la nostra piena solidarietà, umana prima ancora che istituzionale. Il nostro pensiero è con lei, e rispettiamo qualsiasi decisione vorrà prendere, anche nelle sedi competenti. Sui profili di responsabilità personale è giusto che si pronunci chi ne ha titolo, e ci auguriamo che si faccia piena chiarezza.
Le dimissioni dell’assessore Lella sono un atto dovuto, ma non chiudono la vicenda. Non possiamo accettare che un episodio di questa portata venga ricondotto a una fisiologica tensione tra partiti o a “nervi che saltano”. Ci sono limiti che chi ricopre un ruolo pubblico non può oltrepassare, e la dignità della persona viene prima di qualsiasi equilibrio di maggioranza. Su questo non esistono zone grigie.
C’è poi una questione politica che riguarda tutta la città. Silvi sta attraversando una fase difficilissima: dopo la frana di quest’estate servono ricostruzione, programmazione e una guida salda. Una maggioranza attraversata da tensioni al punto da degenerare in violenza, con un consiglio comunale saltato per mancanza del numero legale, non è in grado di garantire tutto questo.
Per questo riteniamo che non ci siano più le condizioni per proseguire l’attività amministrativa. Il sindaco ne prenda atto con senso di responsabilità e restituisca la parola ai cittadini. Silvi merita istituzioni credibili, rispettose delle persone e all’altezza delle sfide che ha davanti.
Elvezio Zunica – Presidente provinciale Italia Viva
Ernesto Mariani – Presidente Italia Viva Silvi






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