Categorie

Ottobre 2026
LMMGVSD
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031 
14 Ottobre 2026

Abruzzo Popolare

Sito di informazione quotidiana: politica, cronaca, economia, ambiente, sport, piccoli Comuni, editoriali e rubriche

Screenshot

Lo sport italiano fa un’altra figuraccia: il Coni commissaria la Figc e la mette nelle mani del presidente destituito Malagò

Tenetevi forte perché questa le supera tutte. La giunta del Coni ha votato a favore del commissariamento della Figc, nominando commissario Giovanni Malagò, ovvero il presidente destituito. Tutti contenti: il Coni che ottiene il riconoscimento e la sanzione per un errore procedurale e Giovanni Malagò che succede a se stesso e quindi non paga per l’errore commesso. Quale errore? Il mancato tesseramento prima di candidarsi all’elezione per la presidenza della Figc lasciata dal dimissionario Gabriele Gravina. Questa è una storia triste: di lotte di potere, veleni e dispetti. Tutto nasce dal fatto che Giovanni Malagò è un personaggio potente nel mondo dello sport: ex presidente del Coni. Ammanicato con tutto e tutti. Per carità, anche manager capace. Come tutti quelli che salgono, è anche vittima di invidia e gelosia. La politica di centrodestra non lo ama. Avrebbe voluto una proroga per il suo mandato da presidente del Coni, ma il ministro dello sport Abodi gli ha sbattuto la porta in faccia. E così Malagò ha convogliato il suo potere per eleggere Luigi Buonfiglio, napoletano classe 1950, alla carica del presidente Coni. Pensando di poterlo gestire, ma ben presto Buonfiglio ha reagito, rivendicando la propria autonomia. Nel frattempo, Malagò è stato eletto presidente Figc sotto la spinta della Lega di Serie A. E i primi mesi di gestione sono stati pregni di errori. Addirittura, senza avvertire Buonfiglio, ha nominato Diana Bianchedi, vice presidente Coni, capodelegazione dell’Italia del calcio. Buonfiglio l’ha presa male. E come d’incanto iniziano veleni e dispetti. Il Coni avvia una procedura per verificare se gli incarichi di Bianchedi sono compatibili. Bianchedi si dimette da capodelegazione dell’Italia del calcio (perché non anche dal Coni?) perché si ritiene offesa dalle dichiarazioni del ministro dello sport Abodi. Nel frattempo, è già emerso un errore procedurale. Il mancato tesseramento di Malagò; un errore veniale per il procuratore Figc, non per quello del Coni che rimanda gli atti alla giunta dove c’è un presidente Buonfiglio che vuole andare fino in fondo, ma ha un figlio che lavora anche per il Venezia. Da qui il presunto conflitto di interessi. Si arriva allo scontro con il Coni supportato da pareri giuridici in base ai quali il commissariamento della Figc è inevitabile; e la Figc con pareri giuridici che dicono l’opposto. Cosa fare? Per evitare di farsi del male e scatenare una guerra dalle conseguenze inimmaginabili ecco la soluzione di compromesso: il Coni mostra i muscoli e commissaria la Figc, ma il commissario è il presidente in carica che è anche membro della giunta Coni in quanto membro Cio. Quindi Malagò ha preso parte alla riunione in cui è stato commissariato e poi indicato come commissario della stessa federazione. Inutile, sprecare aggettivi. Una figuraccia colossale. Stanno raschiando il fondo del barile dopo che lo avevano già toccato. Imbarazzante, fortuna che nel fine settimana torna la serie A. (r.c.)