Categorie

Ottobre 2026
LMMGVSD
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031 
14 Ottobre 2026

Abruzzo Popolare

Sito di informazione quotidiana: politica, cronaca, economia, ambiente, sport, piccoli Comuni, editoriali e rubriche

L’accordo di desistenza tra centrodestra e Vannacci fanno delle elezioni suppletive in provincia di Chieti un laboratorio nazionale

L’assenza di un candidato di Futuro Nazionale alle elezioni suppletive alla Camera dei Deputati in provincia di Chieti è il dato politico più rilevante. Un caso nazionale, o meglio il voto del 15 e il 16 novembre diventa un laboratorio nazionale in vista delle Politiche del 2027. Il patto di desistenza avvantaggia, ovviamente il candidato di centrodestra, il leghista Mario Colantonio. E rende la sfida con il centrosinistra più appassionante, equilibrata e avvincente. Ci sono poi due variabili: Massimo Pasqualone di Dimensione Bandecchi e Danilo Ranieri di Italia Domani di Marco Rizzo.

Bisogna valutarne il peso e verificare quanto possano incidere sulla contesa. Comunque Vannacci non ci sarà a Chieti. Il tempo dirà il perché. Di certo, disertare le suppletive di Chieti, necessarie per le dimissioni del leghista Alberto Bagnai, è un segnale. Il capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami ha detto in televisione che il centrodestra alle prossime elezioni politiche del 2027 non farà accordi con Futuro Nazionale. Intanto, ha fatto un patto di desistenza a Chieti. Pur sempre un’intesa. Chissà in cambio di che cosa. Ma al momento non importa, perché questo lascia intendere che Vannacci e Meloni non si faranno del male. In virtù della nuova legge elettorale potrebbero andare insieme se il centrodestra non vincerà o non otterrà il premio di maggioranza. Alla resa dei conti, dopo slogan, proclami , comparsate televisivee e minacce, Futuro Nazionale dovrebbe diventare uno dei partiti della coalizione di centrodestra nato per attrarre dei delusi dalle politiche del governo Meloni. Can che abbia non morde, verrebbe da dire. Anche perché Meloni e Vannacci hanno un unico avversario: il centrosinistra. E dividersi significherebbe aiutarlo. Cosa che Vannacci e Meloni non vogliono. Il generale sarà solo un’altra stampella del centrodestra. Nel frattempo, ha fatto parlare di sè, ha coagulato l’estrema destra che altrimenti rischiava di perdersi per poi sedersi al tavolo e cercare di orientare il governo sempre più verso destra, magari drenando voti dalla Lega. A ben vedere chi ci rimette è proprio Matteo Salvini leader depotenziato di un partito che perde voti a favore di Vannacci dopo che la stessa Lega ha permesso al generale di entrare in politica. In provincia di Chieti sfida appassionante. Sulla carta alla pari, sulla carta destinata ad essere decisa per poche migliaia di voti, se non centinaia. Poco più di un mese di campagna elettorale: la sensazione è che vincerà chi riuscirà a portare più gente alle urne. (r.c.)