“Il rinvio del processo di fusione per la nascita della nuova città di Pescara non è sicuramente determinato dalla paura del giudizio elettorale, nessuno ha avuto o ha paura del giudizio elettorale, nessuno ha paura di misurarsi col consenso, ma si tratta solo di fare le cose perbene o quello che è un grande sogno, la costituzione di una comunità di quasi 200mila abitanti, a 100 anni dalla prima unione, diventerà un grande pasticcio. Noi vogliamo che il sogno diventi realtà senza fare pasticci”. Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri intervenendo in aula in Consiglio regionale sull’esame della proposta di rinvio al 2029 della istituzione della nuova città di Pescara approvata ieri sera alle ore 20.28 dalla maggioranza di centrodestra Replicando all’intervento del consigliere Blasioli, il presidente Sospiri ha ripercorso dagli scranni consiliari il percorso normativo del provvedimento: “Fatto il referendum, eletto il presidente D’Alfonso alla guida della Regione Abruzzo ci abbiamo messo quattro anni e mezzo non per fare la fusione, ma solo per scrivere una norma. Nel 2019 finisce l’era D’Alfonso anticipatamente perché il Governatore ha deciso di lasciare anzitempo la legislatura per candidarsi a Roma, si va alle elezioni regionali e viene eletto il presidente Marsilio. Dopo pochi mesi abbiamo la prima ondata covid, poi la ripresa, quindi la seconda ondata covid e la ripresa dalla seconda ondata con tutti gli strascichi che ricordiamo. Questo vuol dire che abbiamo già perso otto anni dietro al dibattito, otto anni persi di elezioni diverse, di sindaci cambiati, otto anni. Il tempo regge l’atto, è uno dei principi fondanti del diritto. Otto anni persi per colpa di una non-decisione di un governo di centrosinistra e di una sfortunata tragedia di dimensioni mondiali. Mi pare improbabile che durante la pandemia ci occupassimo delle scadenze dell’istituzione di Pescara. Arriviamo a noi – ha proseguito il presidente Sospiri -, dopo la pandemia ho cercato di dare un’accelerata, dicendo ai Comuni: ‘il processo è inevitabile, non si torna indietro, volete essere voi a condurlo, a portare avanti la fusione, democraticamente, secondo il principio per cui uno vale uno’, senza indice di ponderazione, senza far trovare un nuovo sindaco di una città di quasi 200mila abitanti senza organizzazione. Io mi domando se qualcuno, che ha fatto nella sua vita il consigliere comunale, si renda conto di cosa stiamo parlando, la sfida è epocale, perché nell’epoca della Repubblica Italiana nessuno ha mai provato a farlo. Qui mettiamo insieme la prima e la terza città d’Abruzzo e una che va a doppio turno. Ora, il presidente Marsilio ha un giudizio diverso dal mio di quello che dovremmo fare nella seduta, poi lasciamo perdere che il presidente Marsilio non è un despota, non è un tiranno e sa ascoltare, non vuole imporre per forza il suo punto di vista, so che in altri emisferi c’è un solo uomo al comando, qui c’è una vettura con cui si cerca di partire e arrivare tutti insieme, è cosa complicata la democrazia. A un certo punto, i 3 comuni che sono governati 2 dal centrodestra e uno dalla stimatissima sindaca del Pd di Spoltore con una maggioranza di centrosinistra che è lì dalla notte dei tempi, dove governa la sinistra democratica del paese ininterrottamente dalla notte dei tempi, il sindaco del Pd e il nostro ottimo sindaco di Fratelli d’Italia di Montesilvano hanno legittimamente bombardato qualsiasi avanzamento possibile degli sforzi che i vari dirigenti del Comune di Pescara, dove c’è l’ufficio di fusione, cercavano di fare, i sindaci che sono i rappresentanti democratici del corpo elettorale che li ha eletti con percentuali stratosferiche, persone elette col 60-70 per cento di un corpo elettorale di 30mila – 40mila elettori, è gente che ogni giorno ha a che fare con problemi reali, giganteschi da risolvere, quindi dobbiamo avere rispetto di quelle persone elette e rielette, addirittura un sindaco, Masci, ha vinto una volta, poi ha vinto una seconda volta e poi la sinistra l’ha riportato a rivotare e ha vinto per la terza volta, quindi se andiamo a votare domani la sinistra perderà per la trecentesima volta. Ora c’è un documento puntuale scritto dalle strutture comunali, e approvato dall’Assemblea dei 3 comuni, approda in consiglio e ci dice che è complicato fare la fusione entro 85 giorni per varie ragioni. Noi allora – ha aggiunto il Presidente Sospiri – prendiamo una legge che ha funzionato parzialmente e la ristrutturiamo per ribaltare il senso della prima: è la Regione che governa l’ufficio di fusione; si dà mandato a ricostruire i 3 ambiti; creiamo le condizioni per armonizzare i bilanci con le partite sospese e i contratti che andranno a conclusione per fare la fusione. Poi ci poniamo il tema di quanto tempo ci voglia, e su stimolo del consigliere Blasioli, proviamo a trovare una mediazione, un punto di caduta sulle varie ipotesi, perchè il caos non aiuterà la fusione, dobbiamo essere ancorati a una idea sostenibile. Se dall’opposizione mi vengono suggerimenti io li approvo, chiedo di raccogliere le intuizioni e di migliorare una norma. Ognuno di noi ha un pezzettino di responsabilità per il ritardo, oggi noi abbiamo una riforma complessiva delle modalità per fare la fusione e assegniamo un tempo lungo e uno più breve e oggi i Comuni non hanno più scuse. Marsilio sarà il presidente della giunta regionale che vedrà i tre comuni andare al voto in maniera unitaria”.
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