La notte scorsa sono comparse a Roseto, in più punti, scritte contro il sindaco Mario Nugnes. Appreso quanto accaduto, il primo cittadino rosetano ha deciso di rivolgersi ai carabinieri e ha presentato una denuncia contro ignoti. Spetta ora alle forze dell’ordine svolgere gli accertamenti necessari per ricostruire i fatti e risalire all’identità dei responsabili. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nelle aree interessate potrebbero rivelarsi utili alle indagini. Nel frattempo, è arrivata la solidarietà di due gruppi politici.
Il gruppo di Roseto in Azione ha espresso la più ferma e incondizionata solidarietà e vicinanza al sindaco, “fatto oggetto negli ultimi giorni da gravissime e intollerabili scritte ingiuriose comparse sul territorio comunale”.
“Le scritte, riportanti l’ignobile dicitura “Nugnes Mafia” e apparse nei pressi di alcuni cimiteri comunali e in luoghi frequentati del territorio”, sostiene Roseto in Azione, “rappresentano un gesto spregevole che offende non solo la figura del primo cittadino, ma l’intera comunità e le istituzioni democratiche che egli rappresenta. Stigmatizziamo con forza quanto accaduto”, aggiunge, “le critiche e il dissenso sono assolutamente legittimi all’interno di un sano confronto democratico, anche quando assumono toni forti e accesi, ma quanto accaduto non rientra in alcun modo in questo ambito. Non si può mai scadere in atteggiamenti vili e in veri e propri atti intimidatori, che sono da condannare sempre e comunque, a prescindere da chi ne sia il destinatario e verso chiunque vengano compiuti”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il gruppo Fare per Roseto: “Ci sono immagini che avremmo preferito non vedere mai nella nostra città. Quelle delle scritte offensive comparse nella notte contro il sindaco Mario Nugnes sono certamente tra queste.
Come gruppo Fare per Roseto! sentiamo il dovere di esprimere unacondannanetta di quanto accaduto, ma soprattutto una solidarietà sincera a Mario.
Conosciamo da vicino le responsabilità che accompagnano l’amministrazione di una città. Conosciamo le difficoltà, le giornate interminabili, le decisioni complicate e i sacrifici che spesso restano lontani dagli occhi dei cittadini. Si può condividere oppure contestare il lavoro di un’amministrazione. È giusto che sia così. Ma nessuna divergenza può trasformarsi in un attacco alla dignità personale di chi ricopre un incarico pubblico. Chi amministra non perde il diritto a essere rispettato. E chi dissente non acquista il diritto di offendere”.






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