L’immagine del Pescara è Valzania che si butta a terra sconfortato quando vede entrare in porta la palla dell’1-1 di Borghini.

Delusione e rammarico dei biancazzurri, fischi dagli spalti. Un’altra partita casalinga senza vittoria. Il successo manca dalla prima di campionato contro la Vis Pescara.

Dopo nove gare sono lampanti le lacune del Pescara. Soprattutto, a livello di organizzazione di gioco. Campionato anonimo finora. I numeri dicono che sono cinque le conclusioni per parte delle due squadre nei 90’. 25, invece, quelli complessivi del Pescara: significa che la mira è imprecisa. E che tanta pressione non corrisponde a pericoli per il Guidonia Montecelio.

“Serve equilibrio nei giudizi”, dice stizzito Antonio Buscè, allenatore del Pescara, “se avessimo fatto il secondo gol, e di occasioni ne abbiamo avute, ora staremmo a parlare di altro. Altrimenti è troppo facile parlare in base al risultato contro i giocatori e l’allenatore senza guardare la partita e la prestazione della squadra. Io dico che il Pescara aveva meritato il successo per un grande secondo tempo in cui ha segnato e creato occasioni da rete. Per quanto riguarda il primo tempo, è vero, all’inizio qualche difficoltà l’abbiamo incontrata. Poi, abbiamo dovuto cambiare due giocatori e quelli che sono entrati si sono dovuti adattare al ritmo della partita. E comunque di fronte abbiamo avuto una signora squadra che ci ha creato dei problemi. Però, la verità è che al primo errore ci hanno punito. Non abbiamo raccolto per quanto seminato. Meritavamo il successo, non sono d’accordo con le critiche”. Più che altro con i fischi dei 4.500 spettatori dell’Adriatico-Cornacchia.



Allenatore un po’ nervoso che torna in discussione alla luce di una classifica che definire deludente, per il Pescara, è un eufemismo. E poi sull’azione del pareggio: “Sì, Pellacani esce a metà campo sull’avversario”, ha spiegato, “a mio avviso subisce anche fallo, poi l’azione si sviluppa e dove becchiamo gol? Proprio laddove manca Pellacani, nella zona centrale, che era uscito prima e non ha fatto indietro a rientrare”.

Poi l’ammissione: “La classifica è mediocre, non è da Pescara, però non ce ne va bene una. Ogni giudizio è legato al risultato e non alla prestazione. E noi per quanto fatto vedere in campo meriteremmo una classifica migliore. La cosa che mi rincuora è che ho tutta la squadra a disposizione. E lavorando non potrà che crescere”.

Al contrario Ciro Ginestra, tecnico subentrato a Lopez, sulla panchina del Guidonia Montecelio, è sorridente: “Buon primo tempo da parte nostra, abbiamo cercato di ribattere colpo su colpo. Nella ripresa, nella fase centrale, siamo crollati, perché il Pescara ha pigiato il piede sull’acceleratore e possiede grandi individualità in grado di mettere in difficoltà chiunque. Ci hanno messo all’angolo. Però, abbiamo avuto la forza di reagire. Di crederci fino alla fine. E penso che il pareggio sia meritato per quanto fatto vedere nell’arco dei 90’ “.

Amareggiato Filippo Guccione. “Nel primo tempo siamo entrati un po’ contratti”, ha detto il centrocampista del Pescara, “nella ripresa abbiamo fatto decisamente bene. Purtroppo, siamo stati condannati da un episodio. Ripartiamo dal secondo tempo in vista di un’altra gara casalinga contro l’Ostiamare”. Pescara in ritardo in classifica. “Certe partite se non riesci a chiuderle con il secondo gol devi metterle in ghiaccio e cristallizzare il vantaggio. Purtroppo, abbiamo lasciato per strada troppi punti per un motivo o per l’altro”. Per quanto riguarda gli acciaccati, la situazione più grave sembra essere quella di Sardo; problemi muscolari per Letizia, rimediabili per Ferraris.









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