Alessandro Carbone non l’ha proprio digerita. Non è d’accordo con la scelta operata a Roma da Futuro Nazionale di non presentare alcuna candidatura alle elezioni suppletive della provincia di Chieti in programma il 15 e il 16 novembre per la Camera dei Deputati-. Il consigliere comunale di Chieti, eletto come civico, transitato per il centrodestra e poi passato alla corte del generale Roberto Vannacci, lo ha fatto intendere in un post pubblicato sui social. “Se vogliamo dimostrare di essere diversi dalla solita politica, dobbiamo avere il coraggio della franchezza: non scendere in campo alle prossime suppletive per la Camera dei deputati nel nostro collegio con la bandiera di Futuro Nazionale è stata un’occasione mancata”. Questa la premessa, anche se si affretta a sottolineare che “sono un soldato dell’area militare di Vannacci e mi attengo alle decisioni del partito nazionale, ma questo non mi limita nel dire sempre ciò che penso. I cittadini sono stanchi dei soliti schemi, stavano aspettando un segnale di vera rottura, le sfide politiche non si guardano dalla tribuna: per contare e far crescere una comunità bisogna stare nella mischia, portando le nostre idee su sicurezza, economia e identità in ogni piazza, dimostrando che la presenza per Chieti e per l’Abruzzo è costante e non a fasi alterne”. Il rimpianto lo coglie nel momento in cui Alessandro Carbone prende consapevolezza che certi accordi sono stati fatti sopra la sua testa. “La nostra doveva essere una battaglia identitaria, una candidatura al servizio della comunità senza pensare alla conquista del seggio a tutti i costi . Questo passaggio deve servirci da lezione”. E infine la promessa del candidato civico alle elezioni di maggio a Chieti: “Da consigliere comunale e da esponente del partito, la mia determinazione non si riduce di un millimetro: continueremo a lavorare ogni giorno tra la gente, radicandoci quartiere per quartiere e preparando una proposta forte per le prossime sfide. Dalle opportunità mancate si trae la carica per costruire le vittorie di domani. Noi ci siamo!”.
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