Antonio Buscè, nel dopo partita di Pescara-Ostiamare 2-0, davanti alle telecamere ha avuto uno sfogo contro le critiche che gli sono piovute addosso nei giorni scorsi. Ha sparato nel mucchio. Un soliloquio bello e buono. “Sono contento per i ragazzi, la vittoria è giusta e meritata. A volte anche con l’uomo in più le squadre fanno fatica e noi, invece, siamo andati bene”. Fin qui la partita. Poi, lo sfogo di un allenatore sulla graticola che ha vinto una partita contro un’Ostiamare in inferiorità numerica per un’ora per via dell’espulsione di D’Andrea. “Stiamo subendo cose inaccettabili. Ci sono dei numeri che testimoniano la bontà del lavoro svolto. E, invece, veniamo criticati e, per certi versi offesi. Ricordo a tutti che ci sono le persone prima dei professionisti. Io non ci sto. Come si deve sentire un allenatore quando vede che si chiede in giro come deve giocare il Pescara? Come si deve sentire? Un conto sono le critiche, poi c’è altro. Che non mi sta bene. I numeri ci danno ragione, altrimenti certe statistiche non ci vedrebbero primeggiare. Purtroppo abbiamo delle difficoltà a fare gol e ci sono mancate delle vittorie. Da qui il ritardo in classifica. Ma c’è bisogno di rispetto, lo ripeto. Non voglio sentire nient’altro, vi saluto”. Lo sfogo del tecnico che ha schivato l’esonero, per ora, è proseguito in sala stampa. “Il Pescara gioca e cerca di fare la partita. Qui si dimentica che ci sono gli avversari. E che quando vengono qui fanno la partita della vita. Non c’è buonsenso, se ne vedono di tutti i colori. Non c’è educazione, qui si sta andando oltre. Calcio champagne? I tempi sono cambiati, non si possono vincere le partite con tre-quattro gol di scarto. Io sono soggetto a critiche, ma sono troppe. Decisamente troppe”.

Il tecnico evidentemente ha dimenticato le parole di inizio stagione quando tutti parlavano di lotta al vertice come obiettivo, mentre oggi il Pescara ha 13 punti di ritardo dalla capolista La Spezia. E tante squadre davanti. Buscè nervoso, anche perché ha capito di avere i tifosi contro. E a quanto è dato sapere anche Sebastiani non è completamente soddisfatto.

Il capitano dell’Ostiamare Danilo Piroli mastica amaro, ma non si butta giù: “Il gol di D’Ausilio alla fine del primo tempo ci ha tagliato le gambe. Per un tempo, anche in inferiorità numerica siamo stati in partita. E anche sul 2-0 siamo andati vicino a riaprire l’incontro. Sì, è un paradosso: abbiamo preso gol in contropiede in inferiorità numerica. Abbiamo tenuto testa a una grande squadra. Peccato per l’espulsione…”.

Michele D’Ausilio ha segnato il secondo gol in campionato con la maglia del Pescara ed è soddisfatto: “Abbiamo fatto fatica a trovare spazio contro il loro 4-4-2. Sull’errore dell’avversario ho dato fondo alle mie forze, d’altronde la corsa in campo aperto è il mio forte. Io sto bene, ma i risultati non sempre ci hanno aiutato. E i risultati sono fondamentali per tutti. Io darò sempre il massimo fino a quando me ne sarà data l’opportunità. Bisogna dare continuità a questo risultato, abbiamo approcciato bene la gara e meritato i tre punti. Ora non ci dobbiamo fermare”. Ora il Perugia. “Sarà una bella partita”.
L’allenatore dell’Ostiamare David D’Antoni è rammaricato: “Fino all’espulsione la squadra ha tenuto bene il campo. Ha iniziato con personalità, ha creato un paio di occasioni importanti e stava facendo il suo dovere. Dopo l’episodio dell’espulsione la gara è cambiata. Ci siamo dovuti abbassare. Ma io contesto questo e altri episodi che ci hanno penalizzato. L’arbitro non mi è piaciuto. Abbiamo preso gol da azione di calcio d’angolo, c’è stato l’errore di Matteo Cotali, può capitare. Purtroppo, è andata così, ma a testa alta. Ci abbiamo provato fino alla fine”.







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